GHERGO UNA VOCE DALLA STRADA

Un personaggio ambizioso, Roberto Ghergo. Dopo più di un decennio di gavetta ha scelto di giocarsi una carta importante, di provare ad emergere, di dare una scossa alla sua vita artistica con un album, "Argento", in fase di ultimazione. Parla con trasporto delle sue esperienze con gruppi come Era e 16 Valvole, del suo mito Rino Gaetano, di Alex Britti, di Robbie Williams. E di sua figlia Asia, 21 mesi, alla quale ha dedicato il brano "Gioia". In questa nostra lunga conversazione ci fanno compagnia i primi 6 brani del disco, ottimamente registrati nello studio Potemkin di Andrea Mei a Civitanova Marche (MC).

Prima di tutto raccontaci chi è Ghergo, come nasce e come è cresciuto artisticamente.
Ghergo è un ragazzo semplicissimo che sin da piccolo ha avuto la passione sfrenata per la musica. lo nasco batterista, ho comprato la batteria come se fosse stato un giocattolo o un libro, non sapendo dove metter mano. Ho messo in piedi un gruppo a Civitanova Marche nel lontano 1983 e da lì è partita questa mia voglia di fare musica.

Cos'è per te la musica? Un artista deve essere per forza di cose un comunicatore o deve soltanto descrivere le proprie sensazioni, i propri stati d'animo?
Io, come autore di testi scrivo quando ho qualcosa da dire, quando ho l'ispirazione giusta. E quando scrivo è come se parlassi ad altri. Non ho mai studiato musica, e non immaginavo di arrivare a scrivere canzoni. Sono sulla strada da 12 anni di storie ne ho fatte talmente tante in 34 anni di vita, belle e brutte...

Prendo spunto da questa tua ultima affermazione per chiederti quali sono state le esperienze, in ambito prettamente musicale, più significative da te vissute.
Se parliamo di concerti le esperienze fatte sono state tutte belle. Quando salgo su di un palco per me è il massimo. Poi se alla gente non piace, si alza e va via, se tira oggetti non è un problema. La questione più importante non è se piace quello che stai facendo tu ma è la compatibllità della tua proposta con il locale dove stai suonando. Secondo il mio punto di vista questa gente ci ha rovinato, ha fatto fare musica dappertutto!

Cosa intendi dire?
Beh, il bar che ti chiama per fare musica dal vivo, il pub con dieci posti che fa musica dal vivo, la pizzeria, il ristorante.. .sat la gente alla fine non ne può più...

Ma secondo te questo fenomeno non può essere visto anche come un'ottima opportunità per i gruppi emergenti?
Secondo me mancano le strutture. I locali che fanno musica dal vivo devono essere comprensivi di palco, impianto, fonico (o del locale stesso o del pubblico). Comunque non me la prendo soltanto con i gestori dei locali, me la prendo anche con i musicisti, anche con me stesso. Il musicista pensa "mi devo far conoscere"; e allora và a suonare ovunque. Invece bisognerebbe selezionare le proprie esibizioni, saper scegliere. In pizzeria la gente non ha voglia di ascoltare gruppi che presentano pezzi inediti ha soltanto voglia di ascoltare brani commerciali passati per radio. Nelle Marche ci sono dei "prodotti" ottimi che purtroppo non riusciranno mai a portar fuori la loro musica restando fermi qui. Bisogna spostarsi Roma, Milano, Bologna, Firenze, portare la propria musica ad agenti; case discografiche, altrimenti nessuno riuscirà mai ad emergere.

Hai già studiato un programma per una capillare promozione di "Argento"?
"Argento" vanta una produzione artistica del signor Andrea Mei persona squisita, con un'esperienza di quindici anni di concerti a livello nazionale. Ha una cultura a 360 gradi della musica italiana, avendo collaborato con numerosi artisti. Nel disco ha messo a posto le mie idee, distribuendole bene e tirando fuori un ottimo prodotto. Importante sarà la rete dei suoi contatti che mi permetterà sicuramente di far ascoltare il mio lavoro a gente importante. La promozione del disco sarà legata, quindi alla risposta delle case discografiche. Ci crediamo, è un disco che dall'inizio alla fine scorre, impostato, per la prima volta, sulla mia voce.

In un nostro precedente incontro ti ho visto piuttosto perplesso quando mi hai raccontato del tuo primo lavoro, "Sotterranei".
E' stato un disco sbagliato, registrato senza una direzione artistica. E' diventato un biglietto da visita, senza una logica, anche se mi ha fatto fare tante ma tante serate.

Diciamo quindi che questo album non ti è mai appartenuto spiritualmente! Sicuramente. Sai, ripartendo da zero dovevo venire fuori, cosa molto difficile. Ho pensato che in zona giravano pochi dischi e così ho deciso di fare il mio. Mi è servito tanto, per un esperienza personale, per confrontarmi con la gente. Questa volta, invece, penso proprio di aver fatto un lavoro eccellente. Ma c'è sempre un fattore importante da considerare: la fortuna! Sì, tu puoi fare un bel pezzo ma senza la fortuna, senza l'attimo giusto, la scintilla non ti muovi. Se io avessi avuto un bel disco all'epoca oggi viaggerei con un contratto discografico. E invece quanti schiaffi ho preso! Mi ricordo la recensione al mio disco precedente apparsa su FareMusica: un bel due! Due!! Penso che non sia stato mai dato a nessuno! Quel disco, comunque, non lo avevo seguito tutto, non ero sempre presente in sala di registrazione. Sono sicuro che 'Argento" può avere un buon futuro. Può piacere o no, ma comunque è ben fatto.

I brani sono tutti originali o sono presenti anche cover?
No, ci sono soltanto canzoni mie. Ti posso dire che il disco è stato registrato con batteria, chitarre, basso, tastiere, groove. Ci sono due coriste, la collaborazione di Andrea Mei alle tastiere. Per la presentazione spero di ottenere prima di tutto un buon contratto per fare 2/3 date, una a Milano, una a Bologna, una a Roma. Ma anche senza contratto il disco uscirà, perché è un disco vero! Ci sono tante produzioni assurde in giro, come quella del mitico Alex Britti. Un chitarrista come lui che mi fa un disco al computer, con 2/3 schizzi di chitarra.. .però oggi la gente guarda al portafoglio! A me invece piace suonare, voglio i suoni! L'elettronica l'abbiamo messa anche noi, ma per tenerci al passo con i tempi.

Per non lasciare dubbi di sorta, quale definizione daresti al tuo genere musicale?
La mia definizione? Mah, un cambiamento a sonorità più moderne, passando per i suoni anni '70...

Dopo un ascolto approssimativo ho notato alcune affinità con il rock italiano di inizio anni '90.
Sì, sicuramente, ma va avvicinato anche al rock e al brit-pop inglese, per esempio agli Oasis. Di italiano c'è soprattutto la mia voce.

Andrea Braconi